Prestiti inpdap per acquisto seconda casa: come fare?

Ottenere un prestito Inpdap per acquisto seconda casa è molto semplice, o almeno non è differente dall’ottenere un prestito personale Inpdap o un prestito per l’acquisto di una vettura, in quanto la seconda casa è notoriamente un’abitazione per le vacanze è quindi di modesta entità o almeno non troppo costosa, anche perché altrimenti il pagamento dell’Imu o delle utenze potrebbe veramente risultare proibitiva.

Il discorso cambia comunque in caso di investimento, ovvero l’acquisto di un secondo immobile per affittarlo, in quel caso il prestito potrebbe essere più sostanzioso e quindi è il caso di ricorrere a un mutuo. In questa guida verranno presi in esame i prestiti Inpdap per l’acquisto di una seconda casa.

Come richiedere il prestito Inpdap per acquisto seconda casa

Se si ha il desiderio di acquistare una seconda casa, magari non lontano dalla propria residenza o in un luogo in cui si è passata l’infanzia e per questo motivo si è molto legati, ma non si possiede il denaro per portare a termine l’acquisto, niente paura, perché se si è dipendenti pubblici a tempo indeterminato si può ottenere un prestito personale o finalizzato Inpdap, che offre la possibilità di poter ottenere denaro in prestito a tassi agevolati, pagando con la tecnica della cessione del quinto, ovvero con piccole trattenute sullo stipendio pari al 20% del netto percepito in busta. Per poter richiedere il prestito Inpdap occorre trovarsi nelle seguenti condizioni lavorative:

  • essere dipendenti pubblici
  • essere dipendenti pubblici in pensione

In pratica sia se si lavora ancora, sia se si è in pensione, è possibile poter richiedere facilmente il prestito direttamente all’amministrazione pubblica in cui si lavora o direttamente all’ufficio Inps di appartenenza:

  1. chiedere il prestito alla propria amministrazione
  2. chiedere il prestito direttamente all’Inps

Se si è degli impiegati in qualche ufficio pubblico, scuola, ecc, basterà infatti fare richiesta per il prestito al proprio ufficio del personale, che applicherà la cessione del quinto sullo stipendio del dipendente pubblico e bloccherà, momentaneamente, il tfr come garanzia per il prestito contratto.

Perché richiedere un prestito Inpdap per la seconda casa

Richiedere un prestito per la seconda casa direttamente all’Inpdap è molto conveniente in quanto l’Inpdap ha istituito uno speciale fondo da utilizzare proprio per queste incombenze a tassi di interesse agevolati e completamente fuori mercato se paragonate alle offerte delle varie finanziarie.

In caso di mancanza di fondi l’Inpdap per accontentare sempre i propri lavoratori ha stipulato accordi bilaterali con alcune banche, tra cui la BNL, per poter erogare denaro per prestiti a tassi sempre convenienti, in questa maniera si viene largamente incontro a una grande fascia della popolazione italiana, formata infatti da dipendenti pubblici, che potranno in questo modo realizzare parte dei propri sogni anche se non dispongono della liquidità necessaria.

Mutuo Inpdap per seconda casa

Il prestito personale per l’acquisto della seconda casa copre una cifra non superiore ai 30000 euro, cifra senza subbio piccola ma adatta all’acquisto di una piccola casetta in qualche paesino. Se la cifra erogata non basta per i dipendenti pubblici è possibile richiedere un mutuo Inpdap seconda casa che viene erogato attraverso un mutuo BNL convenzionato con l’Istituto Previdenziale.

Questo mutuo copre il valore dell’immobile acquistato del 75%. In pratica se si vuole acquistare un immobile di 10000 euro l’Inpdap, in accordo con la banca, erogherà un importo massimo di 75000 euro da poter restituire sempre con la cessione del quinto.

Le pratiche possono essere stipulate direttamente dall’amministrazione per cui si lavora, senza bisogno di prendere permessi lavorativi o di spendere molto tempo nel compilare la miriade di moduli che vengono somministrati al contraente del finanziamento. In questa maniera si agevola non poco il dipendente pubblico, non solo agevolandolo sul tasso ma anche sull’iter da seguire.

Se si è pensionati la situazione è sempre un po più complicata, perché ci si deve rivolgere necessariamente all’Inps di zona chiedendo il mutuo all’apposito ufficio riservato ai dipendenti pubblici in pensione.

Il tasso che si applica è un tasso fisso, non è quindi possibile optare per il tasso variabile, questo perché si tratta sempre di un finanziamento convenzionato, e quindi per un certo senso con tasso bloccato dall’Inpdap.

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